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La nostra prima pubblicazione......

SULL’INCROCIO


Foglio di informazione del Centro di Iniziativa culturale Porta Stiera

Quando abbiamo pensato il Centro di Iniziativa Culturale Porta Stiera eravamo convinti, e oggi lo siamo ancora di più, che per ricreare le naturali condizioni di rapporto con le persone, le cose, le idee, le tradizioni e le novità che costituiscono la dimensione sociale di ogni uomo e di ogni donna, occorra ripartire proprio dalla dimensione che è oggi più negata: quella della piccola comunità capace di esprimere ancora una propria soggettività culturale e quindi di essere nucleo di resistenza alla omologazione.
Distruggendo queste culture si distrugge il senso di appartenenza e si trasforma un popolo capace di autogovernarsi in una moltitudine di individui soli che chiedono l’uomo forte che li governi.

È quindi chiaro che non volevamo fare, e non abbiamo fatto, un club di intellettuali, così come è chiaro che l’aggettivo culturale non esprime significati accademici ma, molto più propriamente, indica la volontà di restare in rapporto vero e costante con la realtà nella quale siamo inseriti.
Altrettanto, con il termine comunità intendiamo esprimere non un concetto di appartenenza chiuso nella sua autodefinizione, ma un concetto di disponibilità a mettere in comune, che esprima, prima e più ancora di confini amministrativi, quell’ordito di rapporti sociali soggettivi e collettivi che costituiscono il tessuto civile di una comunità.

Proprio per questo riteniamo che assumere la dimensione della comunità locale non significhi affatto limitarsi ad un confronto, pur ricco e articolato, sui particolari problemi esistenti all’interno dei confini fisici della comunità stessa, ma anzi costringa a confrontarsi con i temi propri proposti dal nostro tempo in tutta la loro ampiezza e profondità.
Infatti nella piccola dimensione si possono più facilmente sperimentare le conseguenze di una riflessione fatta insieme sull’esigenza di individuare quale eticità e quale razionalità sono necessarie per ridare senso al convivere civile.

Quegli incroci che si trovano fra le vie S. Felice, Riva Reno e Pratello e ai quali si accede dalla Porta Stiera, non sono solo incroci definiti dalla toponomastica cittadina, sono soprattutto incroci sui quali si sono incontrate le interpretazioni popolari dell’umanesimo socialista e del personalismo cristiano, dando vita ad esperienze assolutamente originali, fondate sul rifiuto di ogni forma di integralismo, emblematici di quell’incrocio della vita e della coscienza cristiana con le situazioni del mondo quale punto su cui possono e debbono incontrarsi tutti gli uomini di buona volontà.

In coerenza con le ragioni delle proprie origini, il Centro Porta Stiera, ha caratterizzato la propria attività con l’offerta di un ambito di incontro, dotato di adeguate competenze e documentazione, a quanti avvertivano l’esigenza di capire insieme i significati del convivere civile; di individuare insieme i riferimenti etici della convivenza; di reagire insieme razionalmente alle tentazioni individualistiche e massificanti, alle pretese incolte di autosufficienza, al rinchiudersi all’interno di ambiti gratificanti perchè protetti da contaminazione mondane.
Il percorso che abbiamo fin qui seguito ha voluto fissare alcuni elementi fondanti del rapporto di cittadinanza, così come questo si realizza nel concreto della vita di ogni giorno.

Tale percorso si è dipanato partendo da una riflessione, introdotta dall’Avv. Berti Arnoaldi Veli, sul come fu possibile realizzare, in un clima di forte contrapposizione politica, quel compromesso di altissimo livello fra culture diverse (cattolica, marxista, liberale), che col nome di Costituzione della Repubblica fissa i termini del patto fondamentale della nostra convivenza civile.
Trasferendo nella costruzione del nuovo stato lo spirito popolare che aveva animato la Resistenza, la Costituzione disegna, con una capacità propulsiva tutt’altro che esaurita, l’evolversi della vita democratica del Paese, nell’economia, nella società e nella politica.

È quindi seguita una riflessione, introdotta dal Dott. Luigi Benedetti, su come il sistema di tutele previste dal dettato costituzionale è stato tradotto nelle forme concrete di diritto alla salute, all’assistenza, alla previdenza, all’istruzione, al lavoro, ecc. , dando corpo al cosiddetto «Stato Sociale». In questa sede è apparsa in tutta evidenza la necessità di una attenta verifica delle coerenze fra proposte politiche e obbiettivi dichiarati. Poiché la politica è caratterizzata dallo scontro fra interessi contrapposti, è assolutamente mistificante sostenere che una proposta politica fondata sul liberismo, sul mercato come entità assoluta, sulla competizione, sull’efficientismo individualistico, possa produrre scelte solidaristiche ed effetti socialmente a favore degli strati più deboli della popolazione.

La concreta fruibilità di diritti che, per essere tali, non possono restare nel limbo delle pure declamazioni, è stata discussa con la Prof. Flavia Franzoni Prodi.
Entrando nel merito, molto concreto, di che cosa vuol dire garantire a tutti una adeguata assistenza sanitaria, una equa previdenza ed una assistenza efficace, anche in termini di costi per la collettività, è emersa chiaramente la strumentalità di posizioni politiche tese a enfatizzare il cosiddetto «mercato» anche in questo ambito; quasi fosse possibile per il «mercato» prescindere da quel surplus che deve comunque essere pagato al profitto. In questo contesto è pienamente emersa la validità di una concezione universalistica delle prestazioni sociali, a fronte della quale lo stato non può certo abdicare o indebolire i propri strumenti (il cosiddetto pubblico), pena realizzare prestazioni qualitativamente e quantitativamente differenziate tra ricchi e poveri, a danno, ovviamente, di questi ultimi.

Questo insieme di problemi, con uno stile che ha consentito una sorta di verifica del percorso svolto, è stato affrontato con il Prof. Achille Ardigò, il quale, dopo aver esaminato le peculiarità italiane del malessere sociale diffuso in tutto l’occidente industrializzato ed aver rilevato come la coesione sociale e l’armonizzazione della convivenza costituiscono oggi un evidente fattore di sviluppo anche economico, ha introdotto il tema del ruolo, anche politico, che possono e debbono giocare le libere aggregazioni di cittadini (corpi intermedi, strutture di solidarietà) e le comunità locali.
I versanti sui quali giocare tale ruolo devono essere sia quelli della progettualità e sperimentazione, sia quello del controllo, in ordine a modelli sociali più rispondenti alle esigenze dei cittadini: dalla costruzione di «reti informali di protezione primaria», all’esercizio di controlli collettivi sulla qualità dei servizi, fino alla progettazione vera e propria di forme attive di partecipazione che vadano oltre il tradizionale concetto e la tradizionale strumentazione giuridica della partecipazione così come intesa dalla democrazia formale.
Tutto ciò è necessario per indagare la potenzialità ancora largamente inespressa della soggettività personale quale risorsa critica della collettività.

Mentre il percorso si svolgeva lungo l’itinerario fin qui descritto, il Centro tentava di cogliere «in tempo reale» quanto l’attualità veniva urgentemente proponendo all’attenzione di tutti.
Così, in occasione della consultazione referendaria, è stato affrontato con il Prof. Umberto Romagnoli il tema dell’uso distorto dell’istituto del Referendum e dei rischi connessi alla degenerazione di tale strumento, auspicandone una nuova regolamentazione legislativa che ne qualifichi l’esercizio e in particolare si metteva in evidenza tutta la strumentalità dei referendum «antisindacali».
Nella stessa occasione il Dott. Enrico Morganti, dal conto suo, richiamava la necessità che i cittadini ristabilissero un minimo di decenza democratica nel possesso e nell’uso del mezzo televisivo, abrogando una legge (la Mammì) peraltro dichiarata incostituzionale.

In occasione di un momento di particolare drammaticità del conflitto nella ex-Jugoslavia, e partendo dall’analisi di tale conflitto, la Prof. On. Giancarla Codrignani ha sviluppato il tema della prevedibilità dei conflitti a scala mondiale, cercando di cogliere il manifestarsi dei presupposti economici e culturali ed ha indicato nelle politiche di prevenzione, da realizzarsi mediante accordi internazionali, le uniche politiche efficaci per opporsi ad una situazione che altrimenti produce veri e propri genocidi, spesso sconosciuti perchè privati di carica emotiva o perchè di scarso interesse economico.

L’emissione del decreto legislativo sull’immigrazione ha costituito l’occasione per un incontro con il Dott. Giacomo Matti, il quale, nell’introdurre la discussione sul citato decreto, ha sottolineato come per l’Italia (rispetto ad altri paesi europei) il fenomeno dell’immigrazione sia ancora limitato e come sovente la sua drammatizzazione sia dovuta a paure figlie dell’ignoranza e del pregiudizio.
Nel merito, il relatore ha posto in evidenza la distinzione fra il ruolo dello stato che, in nome di una normale convivenza civile, deve dettare norme precise e garantirne la rigorosa osservanza proprio per offrire un quadro di certezze atte a definire comportamenti compatibili per tutti ed il compito di accoglienza che spetta al singolo cittadino, secondo una sensibilità che va educata al rapporto con l’altro e a non aver paura di chi è diverso.

Abbiamo sentito il bisogno, a questo punto, di uscire dall’ambito «semi-pubblico» nel quale ci siamo finora ritrovati, non certo per una narcisistica ricerca di una più numerosa platea, quanto piuttosto per far sapere come la pensiamo, per provocare nuovi e più ampi confronti, perchè siamo convinti che nel deserto dell’individualismo che fa ritenere inutile o secondaria la partecipazione diretta e personale al confronto civile, si affermino modelli comunque autoritari a tutto vantaggio dei più forti.

Siamo preoccupati che ciascuno di noi viva sempre più in solitudine il proprio lavoro, il proprio volontariato, il proprio pregare, il proprio divertirsi, il proprio sognare un mondo migliore il proprio scegliere politicamente, ecc., cioè renda individualistiche le stesse ragioni profonde e le stesse manifestazioni fondamentali
dell’essere sociale, consentendo così a pochissimi detentori del potere di stabilire che cosa è bene per tutti, che cosa è il bene collettivo.

Ci sembra che quest’ultima considerazione trovi evidentissimo riscontro nei fatti che in questi giorni vengono urlati a tutto volume dai mezzi di comunicazione di massa, proprio perchè in tal modo non siano comprensibili.

Pochi decidono per tutti, in modo per altro un po’ cialtronesco, come deve essere fatta la «casa di tutti».
Tutti hanno cose più importanti da fare che cercare di capire, di essere protagonisti, di dire di sì o di no sapendo a cosa dicono sì o no.
Pochi – magari uno solo: è più efficiente e garantisce più stabilità – decidono che non vale neanche la pena di coinvolgere, di farsi capire, tanto tutti hanno cose più importanti da fare; caso mai, in un «eccesso di democrazia», la decisione assunta può sempre essere comunicata dalla televisione.

Noi non ci stiamo.

Incontri anno 1995:

Dopo le prime tre iniziative indette nell'ultimo periodo, pensiamo ora che sia opportuno costituire formalmente il Centro di iniziativa culturale Porta Stiera, di cui il documento che ti alleghiamo in lettura costituisce, nelle nostre intenzioni, l'esposizione delle finalità. Consapevoli del patrimonio ideale che ci unisce e contando che la proposta incontri il tuo interesse, vorremmo coinvolgerti nella fondazione del Centro Posta Stiera.

Abbiamo dunque in programma di incontrarci martedì 18 luglio 1995 alle ore 21, in una sala parrocchiale di S. Maria della Carità, in via S. Felice 64, per parlarne insieme e decidere sulla data della redazione dell'atto costitutivo, nonché su una bozza di programma di attività per la ripresa autunnale. Cordialmente

....Cara amica, caro amico, come ricorderai, la sera del 18 luglio u.s., quando abbiamo esaminato insieme le iniziative da prendere per formalizzare il Centro di Iniziativa Culturale Porta Stiera, ci siamo lasciati riconvocandoci in settembre per definire il testo dello Statuto dell’Associazione, prima di incontrarci con il notaio per redigere l’atto costitutivo.

A tale scopo ci incontreremo MARTEDI 26 SETTEMBRE alle ore 21.00 presso la Parrocchia di S. Maria della Carità via S. Felice 64 La presenza tua e degli amici in indirizzo è particolarmente importante perché in quella occasione verrà stabilita la data per l’incontro con il notaio e verranno indicati anche i nomi (da comunicare al notaio) di coloro che ricopriranno le cariche sociali per il primo biennio di attività del Centro di Iniziativa Culturale Porta Stiera. Cordialmente Luciano Bocchi, Gianni Malaguti, Mauro Beghelli, Paolo Nicoletti,, Roberto Cinti, Giuliano Bettocchi, Walter Cavallari, Mauro Cardelli.

...Cara amica, caro amico, per redigere correttamente l’atto costitutivo del Centro Porta Stiera, occorre comunicare al Notaio, con adeguato anticipo, alcune deliberazioni riguardanti la struttura della nostra associazione. E’ per tale motivo che, nella riunione di martedì 26 Settembre u.s., appositamente convocata, sono state prese le decisioni che qui di seguito ti comunichiamo per memoria:

 a) testo definitivo dello Statuto e del Documento “Porta Stiera”, ambedue allegati alla presente; b) il contributo associativo annuo è fissato in lire 50.000 (lire 20.000 per studenti); c) Presidente del Centro Porta Stiera per il primo biennio sarà Luciano Bocchi, mentre il Collegio dei Garanti sarà composto da Alfredo Bassoni, Mauro Cardelli, Roberto Cinti, effettivi, e da Mauro Beghelli e Gianni Malaguti, supplenti.

L’incontro con il notaio dott.ssa Carla Ostan è fissato perMartedì 7 Novembre alle ore 19 Via san Felice 64 Per ragioni legali, il Notaio, che predispone il testo dell’atto notarile, deve preventivamente conoscere i nomi e i dati di coloro che saranno presenti la sera di martedì 7 novembre. Poiché contiamo sulla tua presenza, ti preghiamo di compilare con i tuoi dati anagrafici il modulo accluso (allegando la fotocopia del tuo documento di riconoscimento e quella del tuo codice fiscale personale, ambedue necessarie al Notaio). Il tutto va consegnato, insieme al contributo associativo di lire 50.000, al più presto e comunque non oltre la sera del 25 c.m. (in occasione dell’incontro con la dott.ssa Flavia Franzoni Prodi) a Walter Cavallari, via U. Lenzi 10, tel. 55 26 78. Coloro che avranno consegnato il modulo e i documenti a Cavallari dovranno poi assolutamente essere presenti la sera del 7 Novembre in quanto dovranno firmare, unicamente in quella occasione, l’atto costitutivo della nostra Associazione alla presenza del Notaio. A rivederci presto, cordialmente Luciano Bocchi - Alfredo Bassoni - Mauro Cardelli Roberto Cinti - Mauro Beghelli - Gianni Malaguti Walter Cavallari - Mariarosa Nicoletti

....Cara amica, caro amico, è di grande attualità, specie in questi giorni di discussione della legge finanziaria, la problematica dell’intervento pubblico (statale, regionale, degli Enti locali) e della sua efficienza nel campo dei “servizi sociali” : sanità, assistenza, scuola, residenze per anziani ecc.; così come è di attualità la discussione in ordine all’interrogativo se sia giusto garantire tutto a tutti o se si debbano individuare precise priorità ed effettuare scelte di intervento sulla base dei reali bisogni.

Si tratta di problemi oltremodo concreti, che chiamano in campo la nostra disponibilità personale e collettiva ad una solidarietà che può anche voler dire rinunciare a parte del nostro livello di vita per “cederlo” a chi ne ha più bisogno. Diventa quindi sempre più importante essere informati per poter scegliere evitando di essere strumentalizzati.

A questo scopo, proseguendo gli incontri di approfondimento e discussione, ormai periodici, del “Mercoledì”, siamo ad invitarti Mercoledì 25 Ottobre alle ore 20.45, presso la sala della S.G. FORTITUDO, Via S. Felice 103, per affrontare insieme il tema:I SERVIZI SOCIALI NELLA NOSTRA REALTÀ

introdurrà il temala dott.ssa FLAVIA FRANZONI PRODIdocente di organizzazione e programmazione dei servizi sociali all’Università di Bolognapresidente della Coop. IRESS

Certi di cogliere l’interesse di tutti, ti inviamo fraterni saluti, anche a nome degli altri amici Luciano Bocchi Alfredo Bassoni Mauro Beghelli Mauro Cardelli Walter Cavallari Roberto Cinti Gianni Malaguti Mariarosa Nicoletti

 

“In una situazione di grande frammentazione e di esasperata conflittualitàrischia di prevalere la logica dell’affermazione degli interessi e del profittodei singoli e dei gruppi, più che una reale ricerca del bene comune”.(dalla traccia di riflessione della Conferenza Episcopale Italiana per il Convegno di Palermo)

Cara amica, caro amico, ci sembra che la frase su riportata esprima una preoccupazione particolarmente attuale, dettata dalla consapevolezza che, se si affermassero definitivamente modelli e stili di vita individualistici, che frammentano la convivenza sociale a vantaggio dei più forti, ci troveremmo più poveri in molti, tutti più soli, tutti più indifesi davanti al “potere”, in primo luogo al “potere” di chi detiene i mezzi di comunicazione di massa. È possibile opporsi efficacemente a questo rischio? Quale ruolo e quale spazio politico possono avere le comunità che si formano in ambiti locali e definiti, religiosi e civili, come una parrocchia o un quartiere? Possono proporsi come ambito di saldatura dell’interesse individuale con quello collettivo, divenendo così fattori indispensabili alla creazione di una società più partecipata e più solidale? Per discutere di questi problemi, che ci sembrano fra i più importanti per la crescita della convivenza sociale nel nostro quartiere, nella nostra città e nel nostro paese,

 ti invitiamo ad un incontro introdotto dal prof. ACHILLE ARDIGÒ venerdì 24 Novembre 1995, alle ore 21 presso la sala della S.G. FORTITUDO Via San Felice 103

 In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera,ti invio fraterni saluti il Presidente (Luciano Bocchi)

Cara amica, caro amico, cercando, come sempre, di cogliere l’attualità delle situazioni che ci coinvolgono nella nostra vita quotidiana, riteniamo senz’altro utile e urgente riflettere e discutere fra di noi il problema della convivenza con gli immigrati «extracomunitari». Essi, infatti, sempre di più saranno fra di noi e con loro dobbiamo imparare a condividere progetti e speranze, combattendo l’ignoranza e il razzismo. Sono, ci sembra, problemi che non consentono a nessuno di «chiamarsi fuori».

Pertanto siamo a proporti di incontrarci Mercoledì 13 Dicembre 1995 alle ore 21 presso la Sala della S.G. FORTITUDO Via San Felice 103

introdurrà la discussioneil dott. GIACOMO MATTI esperto di problemi socio-comunitari e operatore nel settore degli immigrati

 La serata costituirà anche la gradita occasione per scambiarci gli auguri di Buone Feste.

 In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio fraterni saluti il Presidente (Luciano Bocchi)

Incontri 1996..................

Cara amica, caro amico,

il confuso dibattito in corso su ipotesi di modifiche alla Costituzione esige anche da parte nostra un impegno di critica partecipazione. Si tratta di problemi che non possiamo assolutamente delegare e che ci coinvolgono direttamente nelle manifestazioni della nostra libertà, nel ruolo di cittadini che esercitano i loro diritti democratici.

Riteniamo che i tentativi di modificare il patto di convivenza, nato dall’incontro delle culture cattolica, liberale e socialista, implichi un serio pericolo di involuzione autoritaria.

Ti invitiamo quindi ad un incontro che si terrà Mercoledì 21 Febbraio 1996 alle ore 21

presso la sala della S. G. FORTITUDO Via San Felice 103 sul tema

IL RAPPORTO TRA CITTADINO E COSTITUZIONE

introdurrà la discussione l’avv. FRANCESCO DI MATTEO Vicepresidente nazionale dei Comitati per la Costituzione ispirati da don Giuseppe Dossetti

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera ti invio cordiali saluti il Presidente (Luciano Bocchi)

 

Cara amica, caro amico,

il potere di convincere, di manipolare le notizie, di “fare” informazione di parte è sempre stato il grande rischio nel rapporto fra ciascuno di noi e i mezzi di comunicazione di massa.

Questo rischio diventa particolarmente forte in situazioni come quella del nostro paese nel quale il possesso dei mezzi di informazione coincide con interessi politici di parte e personali.

La difesa della libertà di tutti e di ciascuno ci impone di rivendicare il nostro diritto costituzionale di essere correttamente e obbiettivamente informati perché solo sulla base di una corretta e obbiettiva informazione potremo esercitare i nostri diritti democratici, primo fra tutti quello del voto.

Il Centro Porta Stiera ritiene urgente proporre un incontro che si terrà Mercoledì 13 Marzo 1996 alle ore 21 presso la sala della S. G. FORTITUDO Via S. Felice 101 103 sul tema

PAR CONDICIO : UNA COSA DA ORTICARIA O UNA COSA GIUSTA ?

introdurrà il dott. Giorgio Tonelli giornalista di RAI TRE

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti Il Presidente Luciano Bocchi

 

Cara amica, caro amico, crediamo che tutti avvertano il bisogno di approfondire quell’insieme di imperativi morali che stanno alla base dell’impegno civile, sociale e politico che ciascuno di noi, ml proprio ambiente e nei limiti delle nostre possibilità, è chiamato ad assumersi.

A tale scopo ci invitiamo ad un incontro che si terrà Mercoledì 27 Marzo 1996 alle ore 21 presso la sala della S.G. FORTITUDO  Via san Felice 101-103 con Padre Lorenzo Franchini che introdurrà il tema ETICA E POLITICA

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti

 

Cara amica, caro amico, l’esito delle recenti elezioni politiche ci induce a riflettere, al di là del risultato numeri-co, su ciò che dobbiamo e possiamo fare, secondo le nostre capacità personali e sociali.

A questo scopo ti invitiamo ad un incontro che si terrà Mercoledì 29 Maggio 1996 alle ore 21 presso la sala della S. G. FORTITUDO Via San Felice 101-103 sul tema

IL NUOVO GOVERNO: UN FATTO DI CRONACA O UN NUOVO INIZIO DELLA POLITICA

introdurranno il prof. FRANCO MOSCONI assistente del prof. Romano Prodi e il dott. GIORGIO TONELLI giornalista di RAI TRE

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti

Ti comunichiamo fin da ora che sono in calendario i seguenti incontri:

Mercoledì 12 giugno con il prof. Giuseppe Alberigo (Direttore dell’Ist. Scienze Religiose) 

sul tema: “il rischio dell’integralismo”;

Mercoledì 19 giugno con il dott. Raniero La Valle (responsabile dell’assoc. Pace e diritti)

Cara amica, caro amico alle soglie del nuovo millennio si poteva sperare che le grandi religioni monoteistiche potessero aprire nuovi orizzonti di cooperazione e di convivenza tra i singoli e tra i popoli della terra.

Oggi invece vediamo scosse da fermenti integralisti non solo le religioni, ma anche le più semplici teorie ed impostazioni sociali, divenendo spesso causa di divisioni devastanti, anziché invitare al dialogo e alla tolleranza

Per discutere insieme su questi argomenti, ti invitiamo ad un incontro che si terrà Mercoledì 12 giugno 1996 alle ore 21 presso la sala della S. G. FORTITUDO - via S. Felice 101-103 sul tema:

IL RISCHIO DELL’INTEGRALISMO

introdurrà il prof. GIUSEPPE ALBERIGO Direttore dell’Istituto per le Scienze religiose

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti

 

Cara amica, caro amico, per proseguire la riflessione su temi di ordine morale e civile, essenziali per il nostro impegno civico personale e collettivo, abbiamo invitato

 il prof. Raniero LA VALLE presidente dell’Associazione “Pace e Diritti”a partecipare al prossimo incontro che si terrà Mercoledì 19 giugno 1996 alle ore 21 presso la Sala della S.G. FORTITUDO Via San Felice 101-103 presentando il tema 

DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE ITALIANA: UN IMPEGNO CONTRO GLI EGOISMI INDIVIDUALI E DI GRUPPO

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti

 

Cara amica, caro amico, come conseguenza dello studio fin qui svolto sula nostra Costituzione e sui diritti di cittadinanza che ne derivano, intendiamo proporre, nella ripresa autunnale, un nuovo ciclo di argomenti imperniati su temi e problemi relativi alla città e particolarmente alla nostra città di Bologna.

Questa scelta è maturata dalla constatazione che tali argomenti sono spesso svolti a livello accademico, ma sono poco conosciuti dalla gran parte dei cittadini.

Il primo di questi incontri sarà Lunedì 28 ottobre 1996 alle ore 21 con il prof. Eugenio Riccomini sul tema 

LA CULTURA DEL MODERNO: IL VOLTO DI BOLOGNA

Questa volta l’incontro si terrà presso la Sala Benjamin – VIA DEL PRATELLO 53

In attesa di incontrarti, anche a nome degli altri amici del Centro Porta Stiera, ti invio cordiali saluti

 

Caro socio,  l’Assemblea annuale del Centro d’Iniziativa Culturale Porta Stiera è convocata, a termini di Statuto, per Lunedì 28 Ottobre 1996 alle ore 19 presso la sala Benjamin - via del Pratello 53 

con il seguente ordine del giorno:

1. Relazione del Presidente

2. Relazione del Collegio dei Garanti 

3. Discussione e approvazione del bilancio consuntivo annuale

4. Varie ed eventuali

Cordiali saluti

DELEGA: Nell’impossilità di partecipare alla Assemblea del Centro di Iniziativa Culturale Porta Stiera delego a rappresentarmi il socio ..........................................................................................

firma Bologna, ................................. .....................................................

 

ASPETTI SOCIALI DELLE POLITICHE URBANISTICHE DI BOLOGNA

Caro amico, cara amica, questo è il tema sul quale vogliamo discutere insieme la sera del 27 novembre alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101 per preseguire nelle serie di incontri iniziati con il prof.Riccomini, nei quali vogliamo approfondire la conoscenza della nostra città e, soprattutto, come viene influenzata la nostra convivenza quotidiana e come è possibile migliorare i nostri rapporti di vicinanza, di solidarietà e di  accoglienza.

L’argomento verrà introdotto dal Prof. Carlo Monti, docente dell’Università di Bologna

Ti aspettiamo, invitandoti ad estendere a chi ritieni interessato il presente invito.

 

Caro amico, cara amica, tutti noi stiamo seguendo con preoccupazione la situazione dei rapporti fra Magistratura e Politica. Il problema non è riducibile a titolo giornalistico o televisivo, perché riguarda la libertà di ciascuno e l’organizzazione della società.

Pertanto ti invitiamo mercoledì 18 dicembre alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101 per approfondire insieme l’argomento<

IN ITALIA GOVERNANO I GIUDICI E I POLITICI VANNO IN GALERA O GOVERNANO I POLITICI  E I GIUDICI VANNO IN GALERA?

Introdurrà il tema il dott. Carlo Ugolini, magistrato

Ti aspettiamo, chiedendoti di estendere il presente invito a chi ritieni interessato e con l’occasione formuliamo a tutti i migliori auguri di buone feste. Bologna, 10.12.1996

 

Incontri e iniziative 1997............Cara amica, caro amico, nei giorni 31 gennaio e 1 e 2 febbraio i cittadini di Bologna sono chiama-ti ad esprimere, tramite referendum, il loro parere sul progetto di modifica della Stazione Ferroviaria e sulla privatizzazione dell’Azienda Farmaceutica Mu-nicipalizzata.Poiché riteniamo che tali eventi politici condizioneranno il futuro della nostra città, ci sembra opportuno approfondire questi temi e a tale scopo ci in-contreremoMercoledì 29 gennaio 1997 alle ore 21presso la sala della S.G. FORTITUDOin via san Felice 101-103Introdurrà l’argomentoil prof. CARLO MONTIDOCENTE DELL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNATi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a coloro che ri-tieni interessati. Il Presidente (Luciano Bocchi) Bologna, 22 gennaio 1997Cara amica, caro amico, l’insediamento della Commissione Bicamerale ripropone alla attenzione di tutti i cittadini l’importanza delle modifiche istituzionali e la necessità della difesa dei principi della Costituzione.È un evento che, quali che siano gli esiti, avrà conseguenze dirette sulla qualità della vita democratica del nostro paese, pertanto non può lasciare indif-ferente nesssuno.Allo scopo di approfondire fra noi il problema, ti sollecitiamo ad interve-nire all’incontro che si terrà Mercoledì 5 Marzo 1997 alle ore 21presso la sala della S.G. FORTITUDO - Via San Felice 101sul temaDALLA BICAMERALE: RIFORMA O INVOLUZIONE ?introdurrà il dott. Domenico CellaTi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a coloro che ri-tieni interessati. Il Presidente (Luciano Bocchi)Bologna, 25 febbraio 1997Caro amico, cara amica,IL PENSIERO DI DOSSETTI E LA STORIA DI BOLOGNAPARTECIPAZIONE E DECENTRAMENTO è il tema che vogliamo approfondire insieme mercoledì 19 marzo alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101per proseguire la serie di incontri sulla storia e sulla vita civile della nostra città. L’argomento verrà introdotto daldott. Franco Pecci, giornalistaTi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a chi ritieni interessato. Il Presidente (Luciano Bocchi) Bologna, 11 marzo 1997Caro amico, cara amica,IL CONFRONTO POLITICO A BOLOGNA:DA GIUSEPPE DOZZA ALL’ULIVOè l’argomento che vogliamo approfondire insieme mercoledì 16 aprile alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101proseguendo gli incontri sulla storia e sulla vita civile della nostra città. L’argomento verrà introdotto dalprof. Luigi PedrazziVice Sindaco di BolognaTi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a chi ritieni interessato. Il Presidente (Luciano Bocchi) Bologna, 9 aprile 1997 Caro amico, cara amica, proseguendo gli incontri sulla storia e sulla vita civile della nostra città, l’argomento che vogliamo approfondire insieme èIL LAVORO A BOLOGNA:TRASFORMAZIONE O CRISI?Ci incontreremo quindi martedì 20 maggio 1997 alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101Introdurranno la discussioneil dott. Paolo BeghelliSegretario Generale dell’A.P.I.e il dott. Roberto Pasinidella CISL di BolognaTi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a chi ritieni interessato. Il Presidente (Luciano Bocchi) Bologna, 15 maggio 1997Caro amico, cara amica, proseguendo gli incontri sulla storia e sulla vita civile della nostra città, l’argomento di cui discuteremo insieme èI SERVIZI SOCIALI A BOLOGNA:PRESENTE E FUTUROCi incontreremo quindi martedì 10 giugno 1997 alle ore 21 presso la sala della Fortitudo in via san Felice 101Il tema sarà introdotto dalladott. Anna Del MugnaioPresidente della Commissone Consiliare per l’Istruzione, la Cultura e lo Sport del Comune di BolognaTi aspettiamo, invitandoti ad estendere il presente invito a chi ritieni interessato. Il Presidente (Luciano Bocchi) Bologna, 1 giugno 1997
Un po' di sintesi "ammirabile"............L’attività continua ....In occasione della conferenza stampa di presentazione del nostro Centro (vedi ras-segna stampa a pag. 4), è stato realizzato un “numero zero” de SULL’INCROCIO, con ciò prefigurando una iniziativa che vuole proseguire nel tempo, per far giungere le nostre opinioni ad una cerchia sempre più ampia di per-sone, realtà sociali, associazioni e – perché no? – ad istituzioni e giornali.Dalla realizzazione di quel “numero zero”, che conteneva una sintesi degli incon-tri svoltisi nel corso del 1995, l’attività del centro è continuata con altri dibattiti pubblici.Il 22 febbraio 1996 abbiamo ripreso il discorso sulla Costituzione con l’avv. Francesco Di Matteo: tema dell’incontro IL RAPPORTO TRA CITTADINO E COSTITUZIONE.L’avv. Di Matteo, prendendo spunto dalla esortazione di don Giuseppe Dossetti di opporsi alla «modificazione frettolosa e inconsulta del patto fondamentale del no-stro popolo», ha richiamato l’urgenza che i cittadini tutti riconoscano la loro iden-tità proprio all’interno della Costituzione, la quale stabilisce che «la sovranità ap-partiene al popolo» come insieme di soggetti individuali e collettivi, dotati di dirit-ti inviolabili e di inderogabili doveri di solidarietà e di impegno a promuovere l’uguaglianza, soprattutto attraverso la partecipazione. L’avv. Di Matteo ha sottolineato che nell’attuale momento politico è presente il rischio di produrre vere e proprie lacerazioni della Carta Costituzionale, attraverso un colpo di stato strisciante che, dietro termini estranei alla cultura civica italiana, quali il cosiddetto “semipresidenzialismo”, provocherebbero una vera e propria regressione della sovranità del popolo e della democrazia italiana.Con il dott. Giorgio Tonelli abbiamo trattato di televisione e mezzi di comunica-zione di massa, con particolare riferimento alla par condicio: PAR CONDICIO: UNA COSA DA ORTICARIA O UNA COSA GIUSTA? Il dott. Tonelli ha asserito che la par condicio rischia di essere un enorme bluff, se la si considera soltanto come una questione di parità di minuti; quello che soprat-tutto conta è come il giornalista-conduttore utilizza il tempo che dedica a ciascun politico. Analizzando i dati degli studi – commissionati dalla RAI all’Università di Pavia – sul tempo dedicato ai vari esponenti politici nelle precedenti campagne elettorali, ci si rende poi conto che la par condicio non è stata rispettata neppure nella distribuzione dei tempi. Si è infine sottolineato che la richiesta di par condi-cio che viene dai cittadini non è una richiesta di tipo “ragionieristico”, quanto piuttosto una necessità di parità non nei confronti dei politici, ma dei cittadini che hanno diritto ad una corretta informazione che permetta la formazione di idee e concetti personali per poter esprimere in piena libertà il proprio voto.I dati che ci ha comunicato il dott. Tonelli hanno stuzzicato la nostra curiosità, tanto da cercare ulteriori e più aggiornate fonti sull’attuale campagna elettorale; pensiamo di fare cosa gradita pubblicando una sintesi delle tabelle de LA RE-PUBBLICA che compaiono su INTERNET. L’incontro con padre Lorenzo Franchini, su ETICA E POLITICA, ha riportato il discorso sul cattolicesimo democratico, uno dei temi fondanti per il nostro Centro. Richiamando il discorso del card. Martini in occasione della festa di S.Ambrogio del dicembre 1995 e ripercorrendo alcuni documenti tratti dai Convegni della Conferenza Episcopale Italiana, padre Franchini ha elencato gli argomenti sui qua-li la Chiesa ha il compito di intervenire: innanzitutto bisogna combattere l’individualismo corporativista o soggettivista; la dottrina sociale della Chiesa in-fatti ha sempre avuto come obiettivo il bene comune, cioè l’interesse di tutti, e non la difesa di una sola classe. In secondo luogo è necessario combattere il plebiscita-rismo che tende a delegare ogni scelta a un capo che decide per tutti; i cattolici de-vono quindi orientarsi non solo rispetto alla propria fede, ma in primo luogo ri-spetto al bene comune. Si deve tenere presente, ha proseguito Franchini, che il dialogo è parte irrinunciabile del pensiero della Chiesa moderna e che, per non ca-dere nell’integralismo, nell’ambito politico essa deve mettere in discussione i suoi valori e non pretendere di privilegiarli perché “provengono da Dio”. La politica deve essere quindi pensata come momento sintetico delle virtù sociali e civili; non è sufficiente insistere, come cristiani, soltanto sui temi della pace e della solidarie-tà. Concludendo, lo sforzo della Chiesa deve essere quello di mobilitare il laicato in una nuova direzione: non più “truppe d’assalto” che obbediscono al clero che di fatto decide la politica da attuare, ma persone che si impegnano attivamente e-sponendosi e rischiando in proprio. L’attività continuaIn occasione della conferenza stampa di presentazione del nostro Centro è stato realizzato un “numero zero” di SULL’INCROCIO che conteneva una sintesi degli incontri svoltisi nel 1995. L’attività del Centro in questi ultimi mesi è continuata con altri dibattiti pubblici.Abbiamo ripreso il discorso sulla Costituzione con l’avv. Francesco Di Matteo con un incontro affrontando il tema del RAPPORTO TRA CITTADINO E CO-STITUZIONE. Prendendo spunto dalla esortazione di don Giuseppe Dossetti di opporsi alla «modificazione frettolosa e inconsulta del patto fondamentale del no-stro popolo», l’avv. Di Matteo ha richiamato l’urgenza che tutti i cittadini ricono-scano la loro identità proprio all’interno della Costituzione che stabilisce che «la sovranità appartiene al popolo» come insieme di soggetti individuali e collettivi, dotati di diritti inviolabili e di inderogabili doveri di solidarietà e di impegno a promuovere l’uguaglianza, soprattutto attraverso la partecipazione. L’avv. Di Mat-teo ha sottolineato che nell’attuale momento politico è presente il rischio di pro-durre vere e proprie lacerazioni della Carta Costituzionale, attraverso un colpo di stato strisciante che, dietro termini estranei alla cultura civica italiana, quali il co-siddetto “semipresidenzialismo”, provocherebbero una regressione della sovranità del popolo e della democrazia italiana.Nel periodo della campagna elettorale del ’96 il dott. Giorgio Tonelli ha trattato di televisione e mezzi di comunicazione di massa, con particolare riferimento alla par condicio: PAR CONDICIO: UNA COSA DA ORTICARIA O UNA CO-SA GIUSTA? Secondo Tonelli la par condicio rischia di essere un enorme bluff, se la si considera soltanto come una questione di parità di minuti perché quello che soprattutto conta è come il giornalista-conduttore utilizza il tempo che dedica a ciascun politico; egli ha inoltre sottolineato che la richiesta di par condicio che viene dai cittadini non è di tipo “ragionieristico”, quanto piuttosto una necessità di parità nei confronti dei cittadini stessi che hanno diritto ad una corretta informa-zione che permetta la formazione di idee e concetti personali allo scopo di espri-mere il voto in piena libertà. Padre Lorenzo Franchini, parlando di ETICA E POLITICA, ha richiamato il discorso del card. Martini in occasione della festa di S.Ambrogio del dicembre 1995 e ha elencato gli argomenti sui quali la Chiesa ha il compito di intervenire: innanzitutto la lotta all’individualismo corporativista o soggettivista, come inse-gna la dottrina sociale della Chiesa che ha sempre avuto come obiettivo il bene comune, cioè l’interesse di tutti, e non la difesa di una sola classe. In secondo luo-go bisogna combattere il plebiscitarismo che tende a delegare ogni scelta a un ca-po che decide per tutti; i cattolici devono quindi orientarsi non solo rispetto alla propria fede, ma in primo luogo rispetto al bene comune. Si deve tenere presente, ha proseguito padre Franchini, che il dialogo è parte irrinunciabile del pensiero della Chiesa moderna e che nell’ambito politico essa deve mettere in discussione i suoi valori e non pretendere di privilegiarli perché “provengono da Dio”. La po-litica deve essere quindi pensata come momento sintetico delle virtù sociali e civi-li e per i cristiani non è sufficiente insistere soltanto sui temi della pace e della so-lidarietà. Il prof. Giuseppe Alberigo ci ha fatto riflettere sul RISCHIO DELL’INTEGRALISMO e dell’intolleranza che si possono considerare come un virus che tutti si portano dentro e che può scatenarsi in qualunque momento; per evitare tale rischio è indispensabile conoscere la ricchezza e la complessità delle grandi religioni monoteistiche: cristiana, ebraica e islamica e ricercare tutti i moti-vi che uniscono queste grandi culture, anzichè sottolineare quelli che dividono, seguendo così l’insegnamento di Giovanni XXIII. La tentazione dell’integralismo passa facilmente dal campo religioso a quello politico e sociale e anche in questo caso devono essere ricercati ad ogni costo la discussione e il confronto.Il Prof. Raniero La Valle ci ha parlato di DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE ITALIANA: UN IMPEGNO CONTRO GLI INDIVIDUALISMI SOCIALI E DI GRUPPO, riflettendo dapprima sulla fine del millennio e su che cosa noi possia-mo trasmettere di questo millennio che si sta concludendo; secondo La Valle, so-no due i retaggi che dobbiamo lasciare: il diritto (e il costituzionalismo, che è il suo frutto) e la pace come scelta. Il diritto deve essere visto come affermazione e difesa del debole: la legge uguale per tutti, infatti, è in certi casi il massimo dell’ingiustizia, perché regola in modo uguale situazioni disuguali. La pace è inte-sa da La Valle come il ripudio della guerra che, dopo i grandi conflitti mondiali, non può più essere considerata parte integrante del diritto internazionale, ma addi-rittura un flagello. Questi due valori fondamentali, per essere trasmessi, devono essere difesi anche in questa fine di millennio in cui si tenta di distruggerli e di negarli, attivando una operazione di restaurazione, una sorta di ritorno al passato. Oggi i grandi poteri economici transnazionali non sapportano più i vincoli e le compatibilità imposte dalle conquiste raggiunte in secoli di lotta per il diritto e per le garanzie; per questo essi stanno usurpando il potere politico e tentano di impor-re il mercato come vero sovrano, avendo come unico obiettivo quello della mas-simizzazione del profitto e della produttività. È quindi importante opporsi a que-sto strapotere, forare il muro di gomma che a volte creano i mezzi di comunica-zione, per garantire i nostri diritti e per trasmetterli al terzo millennio.

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